Un po’ di storia di Koh Tao

Oggi parliamo della storia di Koh Tao! L’isola è piccola: 21 km² e la metà di questi praticamente inaccessibili. Originariamente l’isola era disabitata e frequentata solo dai pescatori dalle isole vicine in certa di riparo durante le tempeste o alla ricerca di acqua e viveri. Può sembrare strano ma questo paradiso turistico venne in passato destinato ad essere una prigione. Dal 1933 al 1947 l’isola, a circa 70km dalla terraferma, ospitò dei prigionieri politici essendo ritenuta a prova di fuga, alto che Alcatraz… In più Koh Tao era circondata dagli squali, per fortuna di un tipo carino ed amichevole.

Il 18 giugno 1899 sua maestà re Chulalongkorn (Rama V 1868-1910) visitò Koh Tao e lasciò il suo monogramma in evidenza su di un grande masso nella baia di Jor Por Ror, vicino alla spiaggia di Sairee. Questo luogo è venerato ancora oggi e dovrebbe essere trattato con grande rispetto.

Il nome Koh Tao secondo alcuni significa isola tartaruga (ed effettivamente tao in thailandese significa proprio tartaruga), un nome dovuto alla forma dell’isola che ricorda una tartatuga rovesciata. Secondo altri, invece, sostengono che il nome origini dal tempo in cui le acque circostanti l’isola era piene di tartarughe e l’isola era il luogo destinato alla loro riproduzione.

Nel 1947 Khun A-Paiwong, primo ministro thailandese del tempo, chiese e ricevette una amnistia regale per i prigionieri presenti sull’isola. Questi furono rimpatriati e trasportati a Suratthani sulla terraferma rendendo l’isola di nuovo deserta. Nello stesso anno i primi coloni chiesero di potersi stabilire su una vasta porzione di quella che è oggi conosciuta come Sairee Beach. I coloni erano i fratelli gemelli Khun Ueam e Khun Oh, che raggiunsero Koh Tao in barca provenendo dalla vicina isola di Koh Phangan. L’isola in quel momento era ancora sotto il patrocinio reale, ma questo non fermò i due cercatori di fortuna dal fare la loro richiesta. La prima generazione degli abitanti odierni si stabilì quando i due gemelli furono raggiunti dalle loro famiglie ed iniziarono a coltivare il ricco suolo sfruttando le risorse naturali disponibili. Nonostante i vincoli numerose aree di terre vennero occupate e messe a coltura con piantagioni di noci di cocco, ancora oggi visibili in tutta l’isola.

Le loro vite consistevano nel raccogliere le noci di cocco, coltivare futta e verdura, senza dimenticare la pesca. A quel tempo raggiungere Koh Tao significava un insidioso viaggio in barca dalle isole vicine o dalla terraferma, tuttavia quando il mare ed il tempo lo permettevano la popolazione continuava ad aumentare nonostante la vita fosse semplice e senza troppe gratificazioni.

L’inizio degli anni ’80 portò a Koh Tao i primi viaggiatori provenienti da Koh Phangan, alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso dalla folla di persone che stava perdendo la testa per I full moon party che si tengono, anche oggi, proprio a Koh Phangan. A Koh Tao scsi imbatterono in più di una semplice isola da esplorare e presto la voce del paradiso appena scoperto si diffuse nei circuiti dei turisti zaino in spalla. Affascinati dalle belle spiagge, dall’atmosfera particolare e di certo dal basso costo della vita, i backpackers arrivarono presto a frotte. Gli arrivi e le partenze avvenivano sulle locali barche in legno di cocco ed i ritardi anche di diversi giorni erano comuni costringendo a tornare sull’amaca in un contesto da sogno. La fama di Koh Tao crebbe di conseguenza per la sua natura lussureggiante, la fauna marina unica e gli spettacolari panorami. Un accesso più semplice divenne disponibile quando barche migliori e più sicure vennero utilizzare per gestire il sempre maggiore numero di visitatori in arrivo.

La reputazione di Koh Tao crebbe rapidamente, diffondendosi in tutto il mondo grazie ai viaggiatori internazionali ed ai visitatori più avventurosi. Negli ultimi 12 anni l’isola è cambiata molto e si è sviluppata diventando una delle principali destinazioni in Thailandia, attraendo sub di ogni livello ed amanti dell’acqua in genere. I pescatori e gli agricoltori locali realizzarono che uomini d’affari venuti da fuori stavano sviluppando la loro isola per soddisfare i bisogni di tutti questi nuovi clienti, iniziando ad aprire anche loro strutture per intercettare la domanda della clientela. Dalle tradizionali capanne sulla spiaggia per pochi euro a notte ai semplici bungalow in paglia, le locali famiglie thai reagirono velocemente a questo affluso di turisti stranieri. Attratte dalla barriera corallina che circonda Koh Tao e dalla crescita dell’interesse per l’immersione subacquea, diverse imprese aprirono sull’isola attività legate a questa disciplina. Queste imprese svilupparono poi resort per i loro clienti, alcuni di questi nel corso degli anni sono diventati abbastanza esclusivi. Oggi si possono trovare sia economiche ed elementari capanne in legno con tetti in paglia che eleganti e costose ville con piscina privata.

Alla fine degli anni ’90 fu costruita la prima, e sinora unica, strada dell’isola. Fatta in calcestruzzo steso a mano, la strada corre da nord a sud, dal lontano angolo di Sairee all’abitato meridionale di Chalok Baan Kao. Una nuova strada è in fase di costruzione verso Tanote Bay e, una volta completata, aprirà questa remota area dell’isola ad uno sviluppo maggiore. Immediatamente dopo i terribili eventi del dicembre 2004, quando uno tsunami colpì Koh Tao e varie altri parti della Thailandia, il tipo di turisti che visitano l’isola è cambiato. Sino a quel momento si trattava di una Mecca per backpackers, studenti fuori corso e giovani viaggiatori che vi passavano nel corso del loro viaggio verso sud per raggiungere la Malesia oppure verso nord alla volta di Bangkok, Chiang Mai ed oltre. Improvvisamente le barche che approdano sull’isola iniziarono a sbarcare persone con valigie invece degli zaini, computer e non chitarre e scarpe da ginnastica invece delle infradito. Alcuni avevano addirittura dei bambini. Per molti fu uno shock culturale, ma in genere l’isola reagì con passione a questi nuovi visitatori, nei mesi successivi molti cambi ebbero luogo: nuovi resort con più servizi, una nuova serie di ristoranti con cucine da tutto il mondo ed anche attività per le famiglie da fare durante il giorno in aggiunta alla vita di spiaggia. Ora l’elettricità sull’isola è presente 24 ore al giorno e finalmente è stato costruito un sistema di conservazione dell’acqua per assicurare che ce ne sia abbastanza per tutti anche durante la stagione secca. Occasionalmente il progresso può essere una cosa meravigliosa. Per fortuna l’isola ha mantenuto la sua atmosfera rilassata, trovare una spiaggia affollata è ancora tendenzialmente difficile e, certo, è ancora possibile fare snorkelling con gli squali e forse anche con le curiose tartarughe. Chiedete dove al locale negozio di immersion oppure clicca qui.

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